"In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare"
Henri Laboritt

The Rainmaker

C’è chi dice “pensa con la tua testa ma pensa positivo” di questi bisogna diffidare.

Pensare positivo significa….. se qualcosa va storto è colpa tua perché pensavi negativo se invece avessi pensato positivo avresti visto con lenti rosee la realtà circostante.

Questo va benissimo se stai bene.. se sei in un posto che ti piace… non hai problemi economici… se hai vicino chi desideri…non hai l’anima chiusa in gabbia. O se la tua stella magica non se n’è andata, se non hai un buco nell’anima e sei sicuro di non perdere il controllo.

Pensare positivo presuppone un forte adattamento alla realtà così com’è.

La disobbedienza è l’’opposto…. è sviluppare un forte disadattamento a quello che ci circonda, se le cose così come sono non ci piacciono.

Disobbedire è un atto individuale che ci fa’ accorgere di essere un elemento talmente innovativo che la realtà deve per forza cambiarci intorno.

Si inizia a cambiare tutto, dalla struttura stessa delle proprie percezioni…..

Io non penso positivo… io penso d i v e r so.

Questa è la vera rivoluzione !

Avvisi al visitatore:

God : I am what I am.

(Exodus 3,14)

Jago: I am not what I am.

(W.S.)

I Post di Extreme Docking

domenica 20 maggio 2018

Il gioco.....  (parte 1)


Il Contagio

Siamo tre "ragazzi" che superati i cinquant’anni, hanno fatto una piacevole scoperta.

Alla nostra età ne hai già viste di tutti i colori, l’entusiasmo della gioventù si è ovviamente affievolito, assapori ancora le gioie che ti offre la vita, ma nella memoria risiedono le passioni, le insicurezze, la curiosità, la voglia di scoprire, l’infantile desiderio di confrontarti e primeggiare.

Poi, quasi casualmente, inaspettatamente, scopri il golf!

Chi lo avrebbe mai detto? – Quello che consideravi un hobby più che uno sport, un passatempo per anziani, un passeggiare tra il verde con un bastone per colpire una pallina e mandarla in una buca. Gente che cammina tranquilla con il cappellino calcato in testa, professionisti affermati e benestanti che passano la domenica a chiacchierare viziati da un ambiente paradisiaco e la disponibilità di tempo libero.

Invece no, invece questo casuale trio di personaggi, nel giro di pochi mesi ha scoperto il golf, il vero golf con tutta la sua meraviglia!

E’ un virus, un maledetto e contagioso virus che aleggia nell’aria. Quasi per caso accompagni un amico, un fratello, un conoscente a "Fare qualche buca!" – Abbiamo la fortuna di essere al Golf Club Venezia, " Fare qualche buca!" qua, vuol dire che tu, ancora prima di entrare nel campo da golf, stai per abbandonare un mondo per entrare in un altro. Ad accoglierti non trovi un portone, un cancello, un parcheggio, no, ad accoglierti trovi un ponte di assi di legno scricchiolante che attraversa un’intima laguna invasa da piccole barche da pesca ormeggiate. Alla fine del ponte un antico arco di mattoni, sovrastato dall’insegna del Golf Club Venezia, ti indica che sei arrivato a destinazione.

Fai il tuo ingresso,accompagnato dal socio che ti ha invitato, ti presenti in segreteria dove firmi un registro e mostri i documenti per essere autorizzato a fare la tua visita come ospite.

Sei curioso, l’ambiente è nuovo, ci sono le macchinette elettriche che sembrano piccoli fuoristrada squadrati, c’è un capanno all’interno del quale osservi questi buffi e colorati carrelli disposti in file. Sono le sacche contenenti l’attrezzatura dei giocatori, sono montate su ruote per facilitarne il trasporto.

Osservi un carrello con la sua sacca e ti scopri a chiederti come sarà il proprietario. Nel tennis ogni giocatore ha la sua sacca e le sue racchette, cambiano le marche, cambiano i colori, ma questi borsoni hanno più o meno tutti lo stesso aspetto, in questo capanno invece non c’è un carrello uguale all’altro. Buffi cappucci a proteggere legni e drive, asciugamani, cappellini, accessori vari, c’è di tutto appeso alla rinfusa su questo mondo colorato. Osservi prodotti nuovi o quasi e sacche che sembrano abbandonate da decine di anni. Hanno un loro fascino queste attrezzature, tutte simili, tutte molto diverse.

Poi ti giri ad osservare l’ambiente per te nuovo.

Gobbi, silenziosi, lenti, variopinti, un solo guanto in tasca, gesti di stizza, piccole esclamazioni, silenziosa soddisfazione quando la palla entra in buca. Sono i praticanti sul putting green, si riscaldano, provano lo scorrimento della pallina sulla rasa erba curata intorno alla buca. Non sembrano pigri, non sembrano annoiati. Gli uomini sfoggiano tenute di ogni tipo, dalla classica polo bianca con pantalone in unica tinta, al personaggio eccentrico che indossa capi in tessuto scozzese e berretto vintage. Le donne sono curatissime e particolarmente determinate, non sembrerebbero essere in fase di riscaldamento, sembrerebbero già essere assolutamente in competizione.

Mentre osservi tutto questo, senza che tu quasi te ne accorga, il virus fa il suo ingresso nel tuo organismo. Sarà il piacevole ambiente? Sarà lo spirito di competizione che aleggia nell’aria? Sarà il fascino della novità? No, il virus è subdolo, implacabile, nascosto. Come entra in me? Lo respiro? Seduce la mia vista? Mi appassiona violentemente? Mi incanta? – No, niente di tutto questo, il virus ti invade in modo assolutamente inaspettato!

Osservi questi giocatori, la loro attrezzatura, il loro abbigliamento, le loro movenze; gli osservi attentamente che si mettono in posizione, allineano mazza e pallina, mirano alla buca, colpiscono. E la pallina parte, si muove, rotola, rotola, rotola,…….,rotola, ….. ," klock..klock..klock!"

Tu non lo sai ancora, ma sei contagiato. Le tue orecchie hanno percepito quel rumore! Non è secco, non è ovattato, non è poco udibile, è la perfezione. E’ il fine, il raggiungimento dello scopo, è la missione compiuta. A quel rumore nulla segue, tutto è finito, raggiunto, completato.

Sono solo pochi i secondi di pace però, il fascino di quel rumore è tale che ti ha totalmente stregato. L’hai percepito? Ha raggiunto il tuo cervello? Ti ha trasmesso quel messaggio di scopo raggiunto e soddisfazione?

Basta, questo basta a sedurti anche se ancora non lo sai! Quel rumore è in te, è nella tua memoria, vorrai sentirlo ancora, vorrai immaginarlo, vorrai percepirne le sfumature e le piccole differenze di volta in volta, ma soprattutto, vorrai essere tu ad ottenerlo!


1 commento:

Anonimo ha detto...

...ho sempre pensato una cosa di te ....una cosa che ti accomunasse a qualcosa, ora so, sei semplicemente un " dandy", e non potevi sfociare in nessun'altro sport...se non nel golf...ti calza a pennello, forse in una distesa così immensa troverai il tuo io...unico e solo io...comunque sia complimenti i tuoi 55 li porti maledettamente bene ..bello e dannato.

Extreme Docking: cos'è?

Tipo di pesca con canna da banchine o da moli facendo cadere la lenza in modo perpendicolare il piu' vicino possibile alla banchina stessa.
Più la lenza è vicina alla banchina più si fà Extreme Docking.
....va bene anche se vi ha lasciato la morosa e non avete altri hobbies

Scopo dell' Extreme Docking
Vantarsi di catture da posizioni improbabili facendo anche bei ragionamenti.

Mission:
pubblicazione su questo blog di tutte le foto e ragionamenti di chi pratica Extreme Docking
(chi pesca scoordinato e male di solito è avvantaggiato)

La Tecnica (step by step):

Cocktail di benvenuto (alla macchina quando ci si incontra).
Brindisi di inizio lavori di solito non sono ancora le 7 della mattina (è meglio se quancuno inizia a gridacchiare " si può pescare " mettendo le mani di fronte alla bocca come megafono..... di solito si sente digerire in lontananza).
Quindi si presuppone che ci troviamo su una banchina di un porto e abbiamo un fondale di circa 10 metri.
Le canne utilizzate sono quelle da ledgering con cimino sottile come nelle foto.
Tecnica utilizzata EXTREME DOCKING.
Il mulinello di medio/piccole dimensioni è caricato di un buon filo del 25 o 28 si può arrivare al 30 in alta stagione (settembre).
Sul mulinello sarà posizionato un cavalletto che ci permetterà di tenere la canna stabile e ferma sulla banchina.
Il terminale utilizzato è della solita sezione di quello in bobina ( o di qualita superiore ma sempre dello stesso diametro).
Il piombo utilizzato dai 3 ai 5 grammi (dipende dal cimino della canna e dalle condizioni meteo).
Quindi piombo su lenza madre,girella brunita senza moschettone e terminale di circa 20 cm.
L'esca utilizzata è il granchio (dimensioni corpo circa 2 euro) innescato dalla testa o nelle zampe (cosa importante deve essere mantenuto vivo).
Utilizzare un amo unico robusto misura 2 o 3.
Se si pesca con 2 ami vanno bene anche di misura inferore,il primo messo nella protuberanza in mezzo agli occhi che poi spunta nella parte superore del carapace e l'altro tra le zampe posteriori.
Orario di pesca dalle 7 alle 17
Orario di bevute dalle 6 in poi.

ACCESSORI AMMESSI IN BANCHINA:
fiasco del vino impagliato stile "old fashion",
bottiglione "classic" da 2 litri,
cartuccera con liquori mignon varie marche tra cui:
rosso antico, pretrus, kambusa (l'amaricante),don bairo e ferrochina bisleri (se comprati all'Iperlando valgono doppio),
fiaschetta grappa con ruta o senza in metallo,
barilotto tipo San Bernardo con vin brulè.
EQUIPAGGIAMENTO DA TENERE IN MACCHINA:
damigiana 54 litri vino rosso di bassa qualità (ma quella bassa qualità che non dà fastidio),
ghiacciaia con frizzantino bianco sfuso da prendere con la caraffa, kit di petardi da far esplodere quando si ha voglia.

DIVERTITEVI, INDIGNATEVI E RIBELLATEVI........SEMPRE